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Skip Navigation LinksNel turbinio giovanile

 
Il nuovo distacco di Rosa Virginia fu durissimo e per lei fu l'amara prova della solitudine.  A Tours la signorina Chobolet con altre insegnanti aveva aperto un educandato chiamato "Associazione Cristiana"; era alle dipendenze del Vescovo locale e le maestre emettevano voti semplici come fossero delle suore. La disciplina era ferrea e le regole rigidissime. Rosa Virginia però trovò un'ottima insegnante, nella persona della signorina De Lignac.
 
Rosa Virginia cresceva e sognava per sé un futuro dedito ad opere buone. Puntualmente informava il suo confessore di questi ideali che spesso s'infrangevano sull'altrettanta durezza del sacerdote. Poi c'era la direttrice, la signorina Chobolet, che imperversava sulle ragazze, sottoponendole a continue correzioni umilianti e ad una disciplina sempre più severa e priva d'umanità.

A Tours, Rosa Virginia fu raggiunta da altre dolorose notizie: la morte di un fratello maggiore e poi il colpo più duro: veniva a mancarle anche la mamma! Era l'11 giugno 1813 e Rosa Virginia aveva quasi 17 anni. La giovane piombò in un dolore acutissimo che le tolse 

 

ogni desiderio di proseguire lo studio e la sua permanenza nell'educandato. Le mancava un anno di scuola per terminare; fu comunque convinta dai parenti a proseguire. Di lì a poco sarebbe uscita per sempre da quel collegio; capì una cosa che l'ispirerà per tutta la sua vita a venire: si educa, si corregge solo con l'amore e la comprensione! Anche se il dolore per la scomparsa della madre aveva scavato un solco indelebile nel suo animo, in quel cuore giovanile stava germogliando il desiderio di mettere tutta la sua vita nelle mani di Dio. Desiderava consacrarsi per sempre al Signore. Uscita dall'educandato scelse di entrare in una Congregazione dal nome altisonante: Suore di Nostra Signora della Carità, dette "del Rifugio".

 Le aveva conosciute perché la domenica, quando era in collegio, con le compagne andava a Messa e ai Vespri in Duomo. Lungo la strada verso la Cattedrale di Tours, Rosa Virginia era attratta da un grande caseggiato, dove entravano e uscivano di frequente molte ragazze. In quella casa, detta appunto "Il Rifugio", venivano accolte dalle suore quelle giovani che avevano avuto un passato negativo. Le suore biancovestite, così, si adoperavano per tentare una correzione e per riportarle ad una vita normale e cristiana. Rosa Virginia fu immediatamente attratta da quell'apostolato: se vi erano ragazze sfruttate, corrotte e infelici sarebbe stata un'ottima opera dedicarsi ad

 

aiutarle per divenire buone e poter amare il Signore. Così Rosa Virginia, sognava ad occhi aperti e pregava il Signore Gesù, mite e umile, che l'aiutasse a realizzare questo suo desiderio. Appena informati i parenti della sua decisione, trovò una forte opposizione, proprio perché le suore in questione avevano a che fare con ragazze corrotte e traviate e ciò non sarebbe stato degno di Rosa Virginia!

Ma lei era sempre più convinta; in alcuni colloqui avuti con le suore, le parve di avere a che fare con degli angeli, più che con delle semplici suore! La Congregazione di Nostra Signora della Carità, era stata fondata da San Giovanni Eudes nel 1641. Al tempo di Rosa Virginia, erano circa una decina i monasteri in Francia. Ella desiderava ogni giorno di più appartenere a quella Congregazione; si sentiva chiamata ad essere missionaria, portando soprattutto l'amore e la comprensione, sull'esempio e le orme di Gesù. Visitò alcune volte "il Rifugio" di Tours e fu toccata nel profondo dall'estrema povertà di quel luogo: suore povere accoglievano ragazze povere dentro, nel cuore e nella vita!

Oltre alla famiglia, ad ostacolare seriamente il desiderio di Rosa Virginia vi era la signorina Chobolet, la dura direttrice dell'educandato. Dopo una breve permanenza a casa, presso alcuni suoi parenti, per Rosa Virginia giunse il tanto desiderato momento di ritornare a Tours per iniziare una nuova vita "al Rifugio".