SharePoint

Skip Navigation LinksLa personalità di Suor Maria Eufrasia

 

Suor Maria Eufrasia lasciò vari scritti che delineano la sua personalità e il suo metodo educativo e di rapporto con le sorelle. L'opera più vasta, però, le Instruction et Entretiens, non fu scritta da lei: è infatti una raccolta di testi trascritti dalla sua viva voce dalle sorelle a lei più vicine. Sono una fonte preziosa per conoscerne l'animo. Ecco alcuni stralci:

"Dilettissime figlie, vi supplico di essere sempre unite e concordi. Se avvenisse qualche piccola divergenza, qualche screzio, perdonatevi scambievolmente.

Il 'Buon Pastore' è un Istituto di carità e di amore, e l'amore è dono totale dell'anima.

Dobbiamo essere sempre in marcia; dobbiamo rinnovarci continuamente nella nostra vocazione amando, amando come vere madri, perché il cuore della madre è sempre irresistibile.

L'amore è la forza più duratura che vi sia nel mondo.

Non si arresti il vostro amore a questa o a quella persona, ma si estenda per tutto il mondo,

 

dovunque sia un'anima bisognosa. Noi tutte dobbiamo vivere di amore. Il timore non deve mai turbare o serrare i vostri cuori.

Sappiamo qual è agli occhi di Dio il valore degli atti di carità. Dagli insegnamenti della Scrittura apprendiamo che la 'carità copre la moltitudine dei peccati', 'chi la pratica adempie tutta la legge'; essa 'è la prova sicura che siamo passate dalla morte alla vita'.
 Quanto è meritoria la carità che si dedica sia ai bisogni del corpo che a quelli  dell'anima! Una religiosa che rimane sempre unita a Dio intimamente non può ricevere che con abbondanza le benedizioni divine.
La carità è l'amore che si sacrifica".
E sullo spirito missionario del "Buon Pastore" affermava:
"Dobbiamo scuoterci, metterci in cammino, non tenendoci attaccate a nessun pezzetto di terra. Quanto a me, io non voglio più che mi si dica che sono francese. Io sono italiana, inglese, tedesca, spagnola, americana, africana, indiana... Io sono di tutti i paesi dove ci sono anime da salvare.

Ciascuna di voi ha ricevuto la sua missione dal Verbo Incarnato, e tutte le vostre sofferenze sono cooperazione al mistero della Redenzione.
Nel Vangelo è scritto che il Buon Pastore lascia al sicuro le novantanove pecorelle per andare in

 

 

 

 

 

 

 

 

cerca di quella smarrita.

Anche noi dobbiamo lasciare al sicuro altre anime per correre dietro le pecorelle perdute della Casa d'Israele. Saranno pecorelle dell'Italia, della Germania, dell'America, dell'Asia, dell'Africa, non importa; l'importante è di seguirle tutte e dovunque.
Una città, una fondazione non devono bastare al nostro zelo. Bisogna che esso abbracci il mondo intero.
La nostra Congregazione cammina, per così dire, nel movimento prodigioso per la propagazione della fede. È bene! È precisamente in questo tempo che il nostro Istituto sembra volersi estendere nelle più grandi proporzioni".
Riguardo al suo metodo educativo, diceva:
"In ogni essere c'è sempre qualcosa di buono: la scintilla con cui riaccendere il fuoco.
Per guadagnare le anime a Dio bisogna essere amabili e lavorare per diventare tali; il raggio della pace brilli sempre sulle nostre fronti e dalle nostre labbra escano solo parole di dolcezza. I nostri modi siano ben lungi dall'essere affettati o bruschi, ma siano affabili, dolci e gravi nel medesimo tempo.
La ricompensa non solo serve di stimolo per il piacere che promette, ma, una volta ottenuta, fa amare!