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Skip Navigation LinksIn cammino verso il traguardo

Nelle sue tanto amate passeggiate, nel giardino d’Angers, Suor Maria Eufrasia sempre sognava... Sapeva però di essere verso la fine della vita; la salute sempre più precaria però frenava le sue idee. Angers iniziava ad essere troppo piccola. Vi era un caseggiato, poco distante – erano i resti un monastero benedettino – e degli appezzamenti di terreno che lo distanziavano dal “Buon Pastore”. La superiora ideò, dopo l’acquisto dell’abbazia, un passaggio sotterraneo: nel 1854 il “Buon Pastore” ospitava ben mille e cento persone, tra giovani ospiti e suore e bisognava collegare le strutture separate dalla strada. Suor Maria Eufrasia trascorse gli ultimi tempi della sua vita, pianificando una ricca corrispondenza con le suore e le case che ormai erano sparse in tutto il mondo. Tutte voleva raggiungere con la sua presenza e le sue parole. Così, fra tante lettere, scriveva: “Amate l’umiltà, cercate di essere piccole, considerate come privilegio di venir dimenticate. Al sentimento delle vostre miserie personali, aggiungete una fiducia illimitata, nella bontà di Dio! E tutto vi diventerà facile. L’umiltà è come un’ancora che vi manterrà stabili in mezzo alle tempeste”. E intanto partivano frotte di suore per ogni dove: Cile, Algeria, Italia, Austria... Nel 1857 saranno ben 7 le nuove fondazioni! Suor Maria Eufrasia, anche se aveva solo poco più di 60 anni, lamentava una salute sempre più debole.

 

 

 

Le innumerevoli case nel mondo la consolavano ma vi erano anche tante preoccupazioni e non pochi problemi. Malta, Irlanda, ma anche la lontanissima Australia erano le fondazioni dell’inizio degli anni Sessanta; nel 1866 in India nasceva pure un ramo associato al “Buon Pastore”, nell’intento educativo: le Suore di Sant’Anna. Le case del Buon Pastore erano giunte a 90. Nel 1867 Suor Maria Eufrasia avvertì forti dolori. Il consulto medico rivelò una verità inesorabile: si trattava di carcinoma maligno allo stomaco e lei sapeva che le restava davvero poco da vivere! Fu costretta a letto e in poltrona per vario tempo; ogni tanto riusciva a fare qualche passo o farsi accompagnare in carrozzella. Era arrivata così a 71 anni; una lunga vita spesa all’insegna dell’amore; le case aperte da lei erano giunte a 110, luoghi di accoglienza,

 

 

 

 

 

 

 

riscatto e speranza per tante giovani deluse e ferite nei sentimenti più profondi.
Era proprio il pensiero dell'amore di Cristo, Buon Pastore, a dare la carica e la forza per affrontare la malattia. Il 31 luglio ad Angers si fece una grande festa per il compleanno di Suor Maria Eufrasia; il 9 settembre ricorrevano anche i 50 anni della sua prima professione tra le suore a Tours. Fu felice e ringraziò Dio di essersi servito di lei per tutto quello che aveva potuto realizzare. Il 13 marzo del 1868 ricorreva il suo onomastico: volle trascorrerlo nella preghiera e fu condotta, con grande fatica, in Chiesa. Fu l'ultima volta che lasciò la sua stanza. Alla Domenica delle Palme, il 5 aprile, ricevette l'Unzione degli Infermi e il Viatico, poi trascorsero ancora una ventina di giorni; le sofferenze la consumavano ma ebbe la forza di un estremo saluto, disse due volte "Addio!", poi perse i sensi. Diede l'ultimo respiro alle ore 18 del 24 aprile 1868. Fu beatificata il 30 aprile 1933 e canonizzata il 2 maggio 1940. Le sue venerate spoglie riposano ora nella Chiesa della Casa Madre ad Angers. Le case del Buon Pastore giunsero a 110 nell'anno della morte della santa. Oggi le suore sono circa 4.000 in 500 case, divise in due rami: contemplativo e di vita apostolica.